L'opera Architettonica del Villaggio Olimpico a Roma
ROMA, VILLAGGIO OLIMPICO
Dettagli Area di Sedime
Superficie 1,15 km²
Abitanti 2 817 ab.[2] (2015)
Densità 2 449,57 ab./km²
insediamenti prevalenti : lottizzazioni residenziali
Architetti : Cafiero, Libera,
Luccichenti, Monaco, MorettiCronologia dell’opera
Anno di progettazione 1957
Anno di realizzazione 1958-1960
Consegna al CONI 4 giugno 1960
Committenza: Comune di Roma,
CIO, CONI, INCIS
Nei decenni successivi al secondo conflitto mondiale, in coincidenza con il boom economico italiano, da via G.Reni a ponte Milvio ci fu un proliferare di fabbricati residenziali a firma di Moretti, Monaco ,Luccichenti , Nervi fino al nuovo impulso edificatorio tra 1950 il 1965 quando viene assegnata la 17ª Olimpiade a Roma e si decise la realizzazione di un’edificazione che restasse come patrimonio urbanistico della città.
Il progetto del piano Urbanistico e delle residenze fu affidato con trattativa privata, ad alcuni tra i più autorevoli architetti dell’epoca: Cafiero, Libera, Luccichenti, Monaco e Moretti, che pianificarono su una superficie di circa 35 ha, un complesso di palazzine linea e a croce, il Villaggio Olimpico, con altezza variabile tra i due e i cinque piani, immerse nel verde e sollvate da terra su pilastri di cemento armato che consentissero di lasciare libero lo spazio alla quota urbana, assecondando la sintassi Lecorbuseriana. Viene realizzato in questo momento anche il viadotto di Nervi pensato aereo per preservare l’integrità del villaggio olimpico dal traffico .
Il Villaggio Olimpico nel nuovo Polo della Cultura
Il progetto di sistemazione urbana realizzato nel ’57-’60 vede l’insediamento dei più importanti monumenti del moderno Romano , dallo stadio Flaminio al Palazzetto dello sport al viadotto di Corso Francia.
Con la nascita dell’Auditorium parco della musica di Renzo Piano e il museo Maxxi di Zaha Hadid vengono poste le condizioni per un cambio di scala, dando luogo a nuove relazioni tra questo settore Urbano e la città.
La caratteristica peculiare dei quest’area del Flaminio e’ l’interessante interazione tra edificato e spazi verdi. Il rapporto tra i volumi costruiti e il verde pubblico, considerando la ditsnza radiale dal centro storico, risulta un eccezzione urbanistica, non ancora del tutto percepita dal mercato immobiliare.
Anche la relazione di vicinanza con interessi di tipo culturale ed artistico – contemporaneo, sullo sfondo di una città che richiama , da sempre, un turismo prevalentemente legato ai simboli della cristianità e dell’architetttura Rinascimentale e Barocca risulta caratterizzare questa particolare area del Flaminio al confine tra la Roma Neorealista e la Roma contemporanea e Pariolina delle palazzine di lusso.