STORIA DEL QUARTIERE FLAMINIO
Approfondimenti storici
Origini Romane del Flaminio
Il tipo edilizio diffuso a Roma nell’ambito sub-urbano a Nord della città sulle sponde e i campi attorno al fiume Tevere, in quella che oggi e’ la zona Flaminio , come testimoniano i resti di una domus emersi durante i lavori per la costruzione dell’Auditorium, è la Domus o Villa rustica destinata ad attività e produzioni agricole. Tali significativi resti murari risultano ascrivibili ad un’epoca storica compresa tra la metà del VI secolo a.C. e l’inizio del III secolo d.C.
Il carattere peculiare dell’ originario modulo abitativo Romano, a conferma di una certa generica tendenza del ripetersi della storia e dei fatti urbani risultava essere il modello poi diffuso in tutta quest’aerea Suburbana di Roma.
Da qui in avanti e’ stato un lento ed inesorabile progredire di un modello antichissimo.
Breve storia del quartiere Flaminio dal '500 ad oggi
L’articolo descrive la genesi del quartiere Flaminio, dalla mappa di Roma del Bufalini, si risale alla storia più recente di quella che oggi viene definita la zona Flaminio. Attorno alla metà del Cinquecento, furono introdotte da Papa Giulio III, alcune importanti innovazioni nel tratto Romano della Via Flaminia: la costruzione di Villa Giulia (ai margini del Quartiere Pinciano), e, come parte del complesso, fu eretta la Chiesa di Sant’Andrea del Vignola, emblematica opera architettonica Classica Rinascimentale, parzialmente ristrutturata nel 2019.
Passando alla più recente urbanizzazione della zona, post-unitaria , in aree in decadenza di alcune ville, nacquero le prime concerie e laboratori industriali, ma anche studi di artisti, come Mariano Fortuny, nell’area del Borghetto Flaminio. Fu quindi, nel 1871, progettato il primo nucleo del quartiere dal Canevari: si noti come, inizialmente, si pensava di ripristinare in quest’area il Porto di Ripetta.
Ai primi del’900 l’architetto Quadrio Pirani iniziò a realizzare in questa zona il complezzo ICP Flaminio I, oggi in parte demolito e, insieme a Cerruti, realizzò poco più a nord un altra micro-area molto caratteristica e del tutto diversa dal tessuto circostante, una sorta di sperimentazione urbanistica, risultata poi visionaria, nota come Piccola Londra per l’evidente citazione della tipologia edilizia di numerosi quartieri della capitale britannica. Leggi l’articolo integrale
chiesa di Sant’Andrea del Vignola
L’articolo che vi proponiamo sulla chiesa di Sant’Andrea del Vignola detta anche Sant’Andrea a via Flaminia, descrive l’emblematico caso di questa interessante opera architettonica a forma cubica in laterizio lasciato a vista su tre lati, con una facciata classica, in peperino, con un portale fiancheggiato da lesene e sovrastato da un timpano triangolare che emerge dalla struttura in cui si trova circoscritto un Pantheon.
Dall’esterno puo essere percepita come struttura a doppio involucro ma, in realtà si tratta di un parallelepipedo coperto da una volta impostata su una cornice interna ovale, perciò la cupola è una semi-calotta ovale, che appare emergere dall’involucro esterno.
L’interno è costituito da un’aula rettangolare e un piccolo abside anch’esso rettangolare. La chiesetta, quando fu costruita, si trovava in campagna. Ora si trova tra via Flaminia e viale Tiziano, all’altezza dell’incrocio con via Luigi Canina e via Enrico Chiaradia.
Realizzata nel 1553 dal futuro papa Giulio III Del Monte, a ricordo della sua repentina fuga avvenuta il 30 di novembre durante il “sacco di Roma” operato dai Lanzichenecchi di Carlo V quando il futuro papa era ancora vescovo. A ricordo di questo personale salvifico evento Giulio III, salito al soglio pontificio, fece costruire la chiesa dall’architetto Jacopo Barozzi da Vignola nel suo complesso suburbano di Villa Giulia (allora immersa nella proprietà dei Del Monte) è dunque una chiesa votiva e cappella privata, caduta nell’oblio popolare nei secoli successivi.
L’edificio in laterizio, a forma cubica, rappresenta una sintesi della cultura Umanista con le chiese realizzate a pianta centrale e, gli edifici di culto a pianta longitudinale tipici della Controriforma realizzati dalla seconda metà del 1500. L’ edificio di culto ha subito nel tempo vari interventi di ristrutturazione ad opera di insigni architetti tra i quali Giuseppe Valadier. Leggi l’articolo integrale
Nelle foto, prospettiva frontale , piante, sezioni, prospetto e particolari della facciata e dell’interno cupolato della chiesa di S. Andrea del Vignola lungo Via Flaminia a Roma
Villa Napoleone a piazza melozzo da forli'
La rotonda di cipressi ancora presente a piazza Melozzo da Forlì accanto a Piazza Perin del Vaga, è l’unica traccia di quel pochissimo che fu realizzato del progetto della Villa Napoleone (o Parco Napoleone) una grande area verde pubblica pianificata ad inizio ‘800 durante il dominio Francese dello Stato Pontificio, tra la via Flaminia e il Tevere, da piazza del Popolo a Ponte Milvio.
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Nella foto : Piazza Perin del Vaga, Case ICP Flaminio II
Architetti Tito Bruner, Mario De Renzi, Alessandro Limongelli, Giuseppe Wittinch. Leggi di più su Archidiap
Leggi anche la storia del Leccio di Piazza Perin del Vaga
Il tessuto urbano contemporaneo del Flaminio
L’inizio del primo conflitto mondiale cambia il destino di una delle aree industriali di Roma, quella del settore a Nord del centro subito a ridosso della porta del Popolo, riconvertendola a usi militari. Il grande stabilimento Società Automobili Roma viene trasformato nella Reale Fabbrica di Armi, ospitando le caserme e le officine, edifici minuti a tipologia essenziale e caratteri architettonici lineari. Dopo la pausa del secondo conflitto mondiale, le opere di Libera, Cafiero, Moretti, Monaco, Luccichenti, Vitellozzi e Nervi formeranno il nuovo tessuto urbano della zona Flaminio, attraverso un insieme omogeneo, un manifesto complesso, articolato e riconoscibile del linguaggio architettonico e delle forme della Roma contemporanea. Leggi l’articolo completo su wikipedia .