La tesi affronta il nodo tra il ponte e la via Poletti per mettere in connessione il Maxxi con il Foro Italico. L’asse del ponte diventa il principio ordinatore della composizione. Piazza Mancini ridisegnata in forma trapezia delimitata da una quinta edilizia allineata sulla giacitura del ponte diviene luogo di mediazione tra le diverse giaciture della città. Lo spazio senza misura di Piazza Mancini viene riequilibrato attraverso due modalità: una piazza quadrata che si misura per continuità con la scacchiera ortogonale del tessuto compatto delle corti che si attestano su Viale Pinturicchio, dall’altra un giardino gradonato ove prevale una maggiore presenza di vuoti è un impianto formalmente aperto costituito da schegge e frammenti in rapporto dialettico con la dinamicità dell’architettura del Maxxi.
( Fonte : Roma Flaminio -Progetto della nuova citta della cultura – DIARProgetto di Tesi di D. Romani , relatore R. Panella )